Chi siamo

IPPR - Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo - nasce per offrire una piattaforma di visibilità a tutte le aziende produttrici e distributrici di plastiche da riciclo e relativi manufatti.
Crea un incontro tra domanda e offerta nell’ambito degli acquisti verdi sia tra aziende private sia tra aziende e Pubblica Amministrazione.

IPPR rappresenta un vero e proprio store del prodotto ecologico in plastica, certificato dal marchio “,Plastica Seconda Vita”. Vuole inoltre essere un contesto di educazione e promozione in grado di fare cultura delle plastiche da riciclo presso scuole, istituzioni, cittadinanza, Grande Distribuzione Organizzata e Imprese.


ORGANIGRAMMA


Presidente
: Angelo Bonsignori

 


Consiglieri:

Giuseppe Augugliaro

Palmino Di Giacinto

Antonio Furiano

Riccardo Pianesani

Francesca Sancinelli

Pietro Spagni

Marco Tincani


Sindaci:

Giorgio Leone

Omar Liberati

Enrico Pian


Segretario:
Maria Cristina Poggesi

Responsabile Scientifico: Marino Lamperti

Responsabile Segreteria: Lucia Policastro

Segreteria: Renata Facelli


L’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo nasce nel 2004 in recepimento di quanto previsto dal DM 203/03, disciplinante gli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione.

L’art. 8 del predetto decreto, infatti, precisa che:

“Ciascuna filiera di materiali potrà munirsi di una organizzazione tra i produttori di materiali riciclati, i produttori di manufatti riciclati, enti di ricerca ed eventuali consorzi di filiera con lo scopo di:

a) controllare il rispetto nel tempo di quanto dichiarato in sede di richiesta di iscrizione al repertorio del riciclaggio;

b) adottare, laddove possibile, sistemi di analisi sui materiali riciclati che consentano di verificarne la natura e la provenienza;

c) promuovere la ricerca per l'individuazione di sistemi di analisi sui materiali riciclati che consentano di verificarne la natura e la provenienza.”


I.P.P.R. ebbe poi l’intuizione di un’etichetta ecologica per materiali e prodotti in plastica da riciclo, quale elemento di controllo ma anche di comunicazione, cui diede nome e veste grafica: “,Plastica Seconda Vita”.

 

L’obiettivo era chiaro: tramite l’uso della virgola, si voleva introdurre una pausa breve tra la prima vita della plastica (il manufatto) e la sua seconda vita (il manufatto diventa rifiuto, viene raccolto e riciclato, per poi diventare un nuovo prodotto). La virgola e non il punto, quindi, ossia una pausa breve ad evidenziare la necessità per l’ambiente di un intervento rapido dell’uomo nella trasformazione del rifiuto in risorsa.

La virgola è poi il segno, nella punteggiatura, più versatile, caratteristica, quest’ultima, propria delle materie plastiche: trasformabili in una moltitudine di forme e colori, nei più svariati settori applicativi, e con un’anima ecologica purtroppo spesso sconosciuta o sottostimata.

Il marchio “,Plastica Seconda Vita” ha anche questa missione, ossia comunicare la riciclabilità dei polimeri: una missione portata avanti da coloro che ogni giorno lavorano volontariamente per l’Istituto, con il fondamentale ausilio dei tre soci fondatori  (PlasticsEurope Italia, Unionplast e Corepla).