Cassonetti rifiuti uniformati nell'aspetto

 

Pubblicata la nuova norma UNI 11686 sugli elementi visivi identificativi dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti.

L’Italia è il primo paese europeo a dotarsi di una norma che uniforma l’aspetto visivo dei cassonetti per la raccolta differenziata al fine di migliorare la gestione dei rifiuti urbani. E’ stata infatti pubblicata ieri la nuova norma UNI 11686 sui Waste Visual Elements, ossia gli elementi visivi identificativi dei contenitori destinati ad accogliere le diverse frazioni differenziate dei rifiuti.

In particolare, la norma definisce i colori e gli ulteriori elementi di identificazione visiva, quali scritte e simboli, che aiutano i cittadini a riconoscere il cassonetto idoneo nel quale riporre la specifica tipologia dei rifiuti - plastica, vetro e organico - anche quando sono in viaggio o risiedono in una città diversa da quella in cui normalmente vivono. Cosa che oggi non accade: ogni Comune  può infatti decidere autonomamente come identificare i contenitori per la raccolta differenziata, con evidente confusione cromatica. Così, ad esempio, a Roma nel cassonetto verde si raccolgono i rifiuti indifferenziati, mentre a Milano e a Napoli si conferisce il vetro. I romani gettano vetro, plastica e metallo nel cassonetto blu, che a Milano non esiste, mentre a Napoli è destinato all’indifferenziato.

Una maggiore uniformità dei cassonetti potrebbe migliorare la qualità della gestione dei rifiuti, aiutando a raggiungere i nuovi target in via di fissazione a Bruxelles. “Questi obiettivi - spiega Giovanni Bragadina, esperto del gruppo di lavoro UNI ‘Attrezzature e macchine per la raccolta dei rifiuti’ della Commissione Ambiente - hanno bisogno anche del sostegno di norme tecniche che aiutino a uniformare le attrezzature a favore del corretto utilizzo da parte del cittadino, del turista e degli operatori del settore della raccolta dei rifiuti urbani”.

Potranno essere riutilizzati i bidoni e i cassonetti già in uso, dopo un intervento di restyling. “La norma - aggiunge Bragadina - prevede l’utilizzo di adesivi e di pannelli con colori e grafiche che caratterizzano ogni tipologia di rifiuto. Una semplice riqualificazione grafica migliora l’estetica e, soprattutto, spinge a migliorare la purezza dei materiali conferiti a tutto vantaggio del reale avvio al recupero di materia”.