{"id":8393,"date":"2012-07-18T12:29:00","date_gmt":"2012-07-18T10:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ippr.it\/normativa\/rifiuti-sottoprodotti-end-of-waste\/circolare-18-07-12-aggiornamento-normativo-in-materia-di-end-of-waste\/"},"modified":"2012-07-18T12:29:00","modified_gmt":"2012-07-18T10:29:00","slug":"circolare-18-07-12-aggiornamento-normativo-in-materia-di-end-of-waste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/normativa\/rifiuti-sottoprodotti-end-of-waste\/circolare-18-07-12-aggiornamento-normativo-in-materia-di-end-of-waste\/","title":{"rendered":"CIRCOLARE 18-07-12: aggiornamento normativo in materia di End Of Waste"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<\/p>\n<p>Vi comunichiamo che Unionplast ha negli scorsi giorni presentato al Ministero dell\u2019Ambiente ed alla Commissione UE le proprie osservazioni riguardo la bozza contenente i criteri di definizione degli End of Waste in plastica.<\/p>\n<p>Vi segnaliamo il seguente link per scaricare il documento di lavoro in materia:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/susproc.jrc.ec.europa.eu\/activities\/waste\/documents\/Plastics2ndworkingdoc23may2012.pdf\">http:\/\/susproc.jrc.ec.europa.eu\/activities\/waste\/documents\/Plastics2ndworkingdoc23may2012.pdf<\/a><\/p>\n<p>La futura nozione di EoW conterr\u00e0, mediante regolamento comunitario, i criteri per determinare quando i rifiuti di plastica cessano di essere rifiuti.<\/p>\n<p>Ricordiamo che la nuova definizione di rifiuto disciplina in due parti distinte l\u2019ingresso e l\u2019uscita di una sostanza dalla categoria dei rifiuti. La prima parte &#8211; dedicata all\u2019origine del rifiuto &#8211; riprende sostanzialmente l\u2019art. 1, lett. a della direttiva 2006\/12\/CE (art. 3, comma 1). La seconda parte contiene invece l\u2019elemento pi\u00f9 originale, affrontando per la prima volta in modo diretto la cessazione dello status di rifiuto (end of waste). L\u2019art. 6, comma 1 stabilisce quattro requisiti generali che un rifiuto deve soddisfare al termine dell\u2019operazione di recupero per non essere pi\u00f9 considerato tale. In particolare il prodotto cos\u00ec ricavato deve:<\/p>\n<p>a) offrire un utilizzo comune per determinati scopi specifici;<\/p>\n<p>b) avere un mercato o una domanda;<\/p>\n<p>c) soddisfare i requisiti tecnici per gli scopi specifici cui \u00e8 destinato e rispettare la normativa e gli standard esistenti applicabili ai prodotti; e<\/p>\n<p>d) non comportare con il suo utilizzo degli impatti complessivi negativi sull\u2019ambiente o sulla salute umana.<\/p>\n<p>Questi criteri generali necessitano evidentemente di ulteriori specificazioni per diventare operativi. A questo scopo lo stesso art. 6 prevedeva che la Commissione sviluppasse \u2013 attraverso il procedimento della comitologia \u2013 criteri comunitari pi\u00f9 specifici per l\u2019end of waste (comma 2). Negli spazi lasciati vuoti dalla normativa europea, sar\u00e0 invece possibile per gli Stati membri decidere \u201ccaso per caso\u201d quando un determinato rifiuto cessi di essere tale (comma 4), sempre tenendo conto di quanto indicato dalla giurisprudenza applicabile.<\/p>\n<p>Per fornire il complesso supporto tecnico necessario all\u2019elaborazione di specifici criteri End of Waste riferibili a ciascuna tipologia di rifiuti, la Commissione ha conferito all\u2019Institute for Perspective Technological Studies di Siviglia (IPTS) l\u2019incarico di elaborare questi criteri per alcune tipologie di rifiuti il cui recupero appare particolarmente promettente su un piano ambientale ed economico. Lo scopo principale \u00e8 di fornire un modello per la successiva attivit\u00e0 di normazione comunitaria e nazionale.<\/p>\n<p>Il quadro normativo di riferimento \u00e8, oltre alla nuova direttiva quadro sui rifiuti 2008\/98, la \u201cstrategia tematica sulla prevenzione e il riciclaggio dei rifiuti\u201d elaborata dalla Commissione nel 2005. L\u2019obiettivo concreto ultimo di questi recenti interventi normativi viene individuato nell\u2019incentivazione delle operazioni di riciclo e riutilizzo che rispondano ad un elevato standard di qualit\u00e0, dimodoch\u00e9 ne risulti un meccanismo di recupero dei rifiuti meno formale il cui esito sia certo per i produttori e sicuro anche agli occhi dei consumatori. La fissazione di uno standard di qualit\u00e0 pi\u00f9 elevato per il nuovo meccanismo di end of waste non significa per\u00f2 negare ai materiali che non lo soddisfino la possibilit\u00e0 di essere riciclati o riutilizzati rimanendo soggetti alla disciplina dei rifiuti. La novella si rivolge infatti solo ai materiali che aspirano a diventare prodotti e ad essere soggetti alla disciplina corrispondente.<\/p>\n<p>L\u2019elaborazione di qualsiasi criterio end of waste deve fondarsi su tre pilastri irrinunciabili: i requisiti generali stabiliti dall\u2019art. 6 della direttiva quadro (v. supra); la ratio della nuova disciplina (v. supra) e i dati tecnici raccolti sul flusso di rifiuti preso in considerazione. Tenendo fermi questi punti di riferimento, la metodologia proposta individua una serie di elementi fondamentali della catena di recupero. Sulla base di questi, spetter\u00e0 poi all\u2019editore dei criteri articolare procedure che pongano l\u2019accento sugli elementi di volta in volta pi\u00f9 rilevanti in base alla tipologia di rifiuto considerata.<\/p>\n<p>Il tema \u00e8 stato oggetto di una riunione tenutasi nei giorni scorsi al Ministero dell\u2019Ambiente, alla quale hanno partecipato i soggetti associativi e consortili aventi titolo in materia (Unionplast, Corepla, PlasticsEurope Italia, Federambiente, Fise).<\/p>\n<p>Seguiranno nuovi contatti a breve, ragion per cui Vi chiediamo, tramite il link di cui sopra, di valutare attentamente i contenuti della proposta comunitaria di EoW, facendoci pervenire i Vostri preziosi suggerimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi comunichiamo che Unionplast ha negli scorsi giorni presentato al Ministero dell\u2019Ambiente ed alla Commissione UE le proprie osservazioni riguardo la bozza contenente i criteri di definizione degli End of Waste in plastica.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[276],"tags":[],"class_list":["post-8393","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rifiuti-sottoprodotti-end-of-waste"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8393","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8393"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8393\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8393"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8393"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ippr.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8393"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}