Seveso: raccolta differenziata raddoppiata grazie al microchip nel sacco

 

Ha fatto scalpore la notizia degli eccellenti risultati ottenuti nella raccolta differenziata a Seveso (23.289 abitanti, Provincia di Monza e Brianza) a due mesi dall’introduzione della tecnologia Radio Frequency IDentification (Rfid) nella raccolta del rifiuto secco indifferenziato.

Dopo alcuni mesi di sperimentazione in un quartiere di circa 8.000 abitanti, l’estensione del nuovo  sistema di raccolta del rifiuto indifferenziato su tutta la cittadinanza ha confermato i risultati del  test: ad oggi si registra infatti una diminuzione del secco non riciclabile prodotto di circa il 50% e  un aumento della percentuale di differenziata del 15%, con un +14% per carta/cartone, +41% per il  sacco giallo multi-leggero (plastica, acciaio, alluminio), + 26% per l’organico (umido), numeri che  nel loro insieme documentano l’incremento della percentuale di raccolta differenziata, che va così  a sfiorare la soglia dell’ 80%, superando brillantemente i termini previsti dalla normativa vigente  (D.Lgs 152/2006 e s.m.i.).

Regione Lombardia, Comune di Seveso e Gelsia Ambiente Srl, con la collaborazione di Fondazione Lombardia per l’Ambiente, hanno mostrato in una conferenza stampa tenutasi lo scorso 11 febbraio, i risultati di questo progetto, che ha l’ambizione di diventare il primo per completezza realizzato in Italia nel settore della raccolta dei rifiuti, che prevede la messa in campo e la successiva gestione di tutte le attività necessarie per giungere all’applicazione della tariffa puntuale igiene urbana.

Gelsia Ambiente Srl ha provveduto a distribuire alle famiglie di Seveso un kit di sacchi speciali per la raccolta del rifiuto secco, di colore blu semi-trasparente, dotati di un chip elettronico (tag)  con un codice abbinato a ogni utenza. Nelle giornate di ritiro, il sacco regolarmente esposto in strada viene caricato dagli operatori sui mezzi dotati di un sistema di registrazione (reader), che rileva il  codice e trasferisce i dati ad un software centrale, che elabora la quantità di rifiuto effettivamente prodotta da ogni cittadino, in modo tale da consentire di calibrare la tariffa ad personam secondo il principio di “chi inquina paga” o, ancora meglio, “meno butti via e meno paghi”.

Il progetto è stato promosso nei confronti della cittadinanza con una campagna di comunicazione mirata dal nome “un sacco giusto” e con un’attività di educazione ambientale rivolta ai bambini di diverse età, consapevoli che questi rappresentano il futuro del paese e che solo attraverso lo sviluppo di una cultura ambientale potranno a pieno titolo essere chiamati, nella definizione data dal Ministro dell’Ambiente, i veri “nativi ambientali”.

Questo progetto nasce dalla consapevolezza che il sacco dell’indifferenziato, in realtà, contiene erroneamente ancora il 60% di rifiuti che potrebbero essere destinati al riciclo. A conti fatti, quindi, l’introduzione del sacco blu consente di ridurre la produzione dell’indifferenziato e dei relativi costi di smaltimento a favore dell’incremento delle percentuali di raccolta differenziata e dei ricavi che ne derivano dalla cessione delle diverse frazioni raccolte.

Gli eccellenti risultati consentiranno a Gelsia Ambiente di estendere nei prossimi mesi questa innovazione ai 24 Comuni gestiti coinvolgendo circa 430.000 cittadini.

Il sistema messo in campo testimonia quindi che i cittadini, opportunamente sensibilizzati sui temi ambientali e guidati nelle buone pratiche, con l’ausilio della tecnologia, possono fare molto a tutela dell’ambiente.

Leggi qui per scoprire come tracciare i rifiuti con i sacchi in plastica riciclata certificati PSV.