Stampa 3D con plastica riciclata? Con plastica ricilata? Ci pensa Revet!

Mentre Corepla bloccava i rifiuti sul fiume Po e IPPR avviava a riciclo le plastiche raccolte sulla spiaggia di Coccia di Morto, REVET, nota azienda di Pontedera, era impegnata in un’altra lodevole iniziativa in collaborazione con Legambiente, la Regione Toscana e l’associazione dei pescatori di Livorno, “Arcipelago pulito”.

I protagonisti del progetto sono stati premiati ad Ecomondo con modellini delle barche stampate in 3d che rappresentano  una doppia sfida per l’economia circolare: da una parte infatti il progetto lanciato dalla Regione Toscana ha permesso di dimostrare che è possibile collaborare con i pescatori per rendere più puliti i nostri mari, dando il la alle iniziative legislative, in Italia e in Europa, per correggere un’evidente anomalia normativa (ovvero l’impossibilità di riportare i rifiuti pescati sulla terraferma).

Dall’altra parte la “flotta” stampata in 3d e battente la doppia bandiera Revet-R3direct costituisce uno dei primi esempi al mondo di stampa 3d da granulo poliolefinico proveniente da riciclo degli imballaggi in plastica mista delle raccolte differenziate. Finora infatti la tecnologia 3d ha sviluppato in particolar modo solo la stampa da filamenti, quasi sempre a matrice  PLA o comunque monopolimeri vergini.

La scelta di Revet e R3direct va invece in direzione diversa: cercare di nobilitare la frazione plastica delle raccolte differenziate più difficile da riciclare.

Revet Recycling  e R3direct hanno quindi siglato un accordo finalizzato ad avviare un percorso di ricerca e sviluppo sulle potenzialità della stampa 3D con l’utilizzo di plastiche riciclate per individuare una nuova generazione di semilavorati (filamenti e/o granuli) e prodotti finiti.

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