Incentivi verdi alle imprese: dal 18 agosto cambia il sistema delle agevolazioni

 

 

Dal 18 agosto 2026 entrerà in vigore il decreto legislativo 138/2026, che riorganizza gli incentivi statali alle imprese e ridefinisce gli strumenti destinati a sostenere gli investimenti per la transizione verde e digitale.

Il provvedimento rappresenta un nuovo passaggio della riforma avviata con la legge delega 160/2023 e con il decreto legislativo 184/2025, il cosiddetto Codice degli incentivi. L’obiettivo è costruire un sistema più organico, basato su un numero limitato e coordinato di strumenti agevolativi.

 

Tra le novità di più diretto interesse per le imprese della filiera, figura la soppressione di due crediti d’imposta non più rifinanziati: quello per l’acquisto di materiali di recupero, introdotto dalla legge di bilancio 2019, e quello relativo ai prodotti da riciclo e riuso, previsto dal decreto Crescita del 2019.

I procedimenti già avviati, tuttavia, continueranno a essere disciplinati dalla normativa precedente.

 

La cancellazione dei due crediti si inserisce in una revisione più ampia delle modalità attraverso le quali saranno sostenuti gli investimenti ambientali delle imprese, riguardante, in particolare, il ruolo assegnato al Fondo per la crescita sostenibile (FCS), destinato a diventare il principale contenitore degli incentivi erogati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il Fondo sarà uno dei cinque pilastri del nuovo sistema, insieme al Fondo di garanzia per le PMI, al Fondo nazionale per l’innovazione, alla Nuova Sabatini e agli incentivi per il settore aerospaziale.

Al suo interno troverà spazio una sezione dedicata agli investimenti produttivi per la transizione verde e digitale. Non si tratterà di una singola agevolazione, ma di un quadro attraverso il quale saranno attivati specifici bandi tematici.

Questi bandi potranno sostenere programmi qualificati di investimento finalizzati alla trasformazione digitale ed ecologica delle imprese, alla sostenibilità dei processi produttivi e alla tutela dell’ambiente. Le opportunità potranno quindi riguardare diversi ambiti di intervento e non soltanto l’acquisto o l’impiego di materiali riciclati.

Per conoscere beneficiari, requisiti, spese ammissibili e modalità di accesso sarà necessario attendere i provvedimenti attuativi. Le discipline quadro delle diverse sezioni del Fondo dovranno essere adottate entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, mentre gli stanziamenti annuali saranno definiti con la prima legge di bilancio utile.

Per le imprese si apre dunque una fase di transizione: alcuni incentivi già conosciuti vengono meno, mentre il sostegno agli investimenti verdi e digitali sarà progressivamente affidato a nuovi bandi tematici.

IPPR conta di monitorare i bandi emanati nell’ambito del Fondo per la crescita sostenibile attraverso il proprio “Sportello bandi”, il nuovo servizio in avvio a settembre, con l’obiettivo di segnalare alle aziende associate le opportunità di finanziamento di maggiore interesse.