Nuove regole UE contro il greenwashing: pubblicato il decreto di recepimento

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 56 del 9 marzo 2026) del D.Lgs. 20 febbraio 2026 n. 30, l’Italia recepisce la Direttiva (UE) 2024/825, rafforzando la tutela dei consumatori e introducendo nuove norme per contrastare le pratiche commerciali ingannevoli legate alle dichiarazioni ambientali.

Il decreto modifica il Codice del Consumo e introduce strumenti più rigorosi per garantire che le informazioni ambientali sui prodotti siano chiare e, soprattutto, verificabili.

Tra le principali novità:

🔎 nuove definizioni, tra cui “asserzione ambientale”, “asserzione ambientale generica”, “etichetta di sostenibilità”
🔎 divieto di claim ambientali generici o non dimostrabili
🔎 divieto di utilizzare etichette di sostenibilità non basate su sistemi di certificazione o non stabilite da autorità pubbliche
maggiore trasparenza sulle caratteristiche ambientali dei prodotti e sulle loro prestazioni nel tempo

Le nuove disposizioni si applicheranno dal 27 settembre 2026, cioè sei mesi dopo il termine previsto per il recepimento da parte di tutti gli Stati Membri dell’Unione europea.

♻️ In questo contesto assume ancora più rilevanza il ruolo degli schemi di certificazione.
La Direttiva prevede, infatti, che le etichette di sostenibilità possano essere esibite solo se basate su sistemi di certificazione che rispettino una serie di requisiti quali accessibilità, equità, trasparenza, terzietà, indipendenza e oggettività.

Plastica Seconda Vita (PSV) è tutto questo: uno schema di certificazione accreditato, che prevede verifiche indipendenti da parte di organismi di certificazione accreditati, a garanzia della tracciabilità e della verifica del contenuto di plastica riciclata nei prodotti.

Uno strumento al servizio di imprese e consumatori, che risponde pienamente ai principi di trasparenza, credibilità e verificabilità richiesti dalla nuova normativa europea.