Utilplastic, i prodotti per la casa che danno una seconda vita alla plastica

Nel 1963 Giulio Natta vinceva il Premio Nobel per le “scoperte nel campo della chimica e della tecnologia dei polimeri”. Da quel momento la plastica non solo veniva legittimata, ma la sua produzione e lavorazione riceveva una vera e propria propulsione, gettando le basi per un business dai volumi mondiali oggi molto importanti. Sei anni dopo nel distretto di Larciano, da sempre specializzato nella produzione di prodotti per la casa, nasceva Utilplastic, azienda oggi guidata da Massimo Desideri.


 

“La nostra è una zona umida, paludosa. Per questo c’era il materiale necessario per creare scope naturali, fatte in legno”, racconta Desideri. “Con l’avvento delle fibre sintetiche, il passaggio alla produzione di articoli in plastica è stato naturale, anche se non immediato. Abbiamo iniziato prima con la produzione di supporti per le scope, lavorando sulle asticelle. Poi la gamma si è ampliata con gli articoli per la pulizia (non industriale, ma solo domestica), per la cucina e per il giardinaggio”.

 

Quando si crea un’azienda partendo dalla tradizione artigianale, limitare gli sprechi è obbligatorio. Così Utilplastic inizia a riciclare i propri scarti di produzione per produrre una nuova linea di prodotti creati da plastica riciclata: Utilgreen . Parola d’ordine: “Less Waste, More Life”, meno rifiuti più vita.

 

Il percorso green dell’azienda di Desideri è iniziato con la sperimentazione sul riciclo del PET (quello usato anche per produrre le bottiglie d’acqua). “Abbiamo fatto dei test per riutilizzare questo materiale nei nostri prodotti. Contemporaneamente a queste prove, abbiamo cercato di ampliare la produzione con nuovi materiali riciclati. Durante queste sperimentazioni ci siamo imbattuti nella plastica riciclata post consumo e quindi in Revet: noi cercavamo materiale, loro chi potesse utilizzarlo. Una combinazione perfetta”, spiega il titolare di Utilplastic.

 

Nella linea Utilgreen è possibile trovare scope, secchi, palette, ma anche vasi da giardino e secchioni per la raccolta differenziata, “il nostro articolo green più venduto. Il che è quasi una metafora. Questo contenitore, che assorbe la maggior quantità di plastica riciclata post consumo, è anche quello che aiuta i consumatori a raccoglierla”. Nella linea tradizionale invece il prodotto più venduto è il secchio per le pulizie.

 

La nuova linea di prodotti Utilgreen ha innestato una nuova filosofia in tutti gli aspetti della vita aziendale, compreso quello infrastrutturale. “L’attenzione della nostra azienda per la tutela dell’ambiente ci ha portati, nel 2008, a istallare un impianto fotovoltaico da 22 Kwp, per la produzione di energia elettrica, con il quale produciamo ogni anno circa 30.000 Kilowattora che consentono un risparmio, ogni anno, di 17.500 kg di emissioni di CO2, e di 6 tonnellate equivalenti di petrolio”, specifica Desideri.

 

Grazie ai prodotti Utilgreen, è possibile dire che Utilplastic opera in un sistema di economia circolare. Tuttavia, benché l’interesse dei consumatori finali sia sempre molto alto, il principale ostacolo alla diffusione di questi prodotti sembra il retail, “che ha difficoltà oggi a scommettere sul green. Non si tratta solo di prezzo, ma di fare una reale proiezione di vendita di questi prodotti. E il retailer oggi ha paura di investire in campagne marketing per valorizzare questo segmento di mercato”, spiega Desideri.

 

I prodotti Utilgreen sono certificati Plastica Seconda Vita . “Abbiamo richiesto la certificazione per acquisire più credibilità sul mercato, sia italiano che estero. Ora, con il via alla partnership tra IPPR e Accredia , siamo certi che il marchio Plastica Seconda Vita diventerà più riconoscibile anche all’estero, aprendo nuove strade commerciali”.